In questi giorni mi capita di riflettere molto sulla natura del dolore... forse perchè mi è stato insegnato che quando si ha paura di qualcosa bisogna imparare a conoscere bene l'oggetto delle proprie paure, a prendere confidenza con esso, a guardarlo dritto negli occhi... è l'unico modo per prendere le distanze necessarie, per affrontarlo, combatterlo e magari un giorno, chissà, sconfiggerlo.
Sto scavando dentro di me, sto scendendo nel profondo dell'anima e più scendo più trovo buio... e fà paura.... il primo istinto è quello di risalire in superficie a tutta velocità, come un sommozzatore consapevole che sta esaurendo la riserva di ossigeno in bombola... ma so che non sarebbe giusto, so che non servirebbe... devo guardare, devo capire... devo accendere le luci in questa stanza buia perchè è la "stanza" più bella e più importante di tutta la mia "casa"... è la sola che conduce in "giardino" ed io devo trovare la forza ed il coraggio per attraversarla...
E' brutto fare questo viaggio da soli e cavolo se fa male... ma ho preso una decisione e voglio portarla fino in fondo.
La prima domanda che mi pongo è.. si può davvero superare un dolore? O viviamo solo nell'illusione di averlo superato? Ho come la sensazione che il trascorrere del tempo ne modifichi solo la frequenza e la collocazione. Non urla più tutto il giorno dentro la testa ed il cuore... si fa sempre più silenzioso... giorno dopo giorno... finendo col darci l'illusione che abbia fatto le valigie e se ne sia andato per sempre... ma così non è.
In realtà è solo sceso giù, infondo all'anima, e furtivo, come un ladro nella notte, ha iniziato a mettere le radici nel terreno della nostra vita. E così, un bel giorno, quando decidi di farti un giretto nelle "stanze" di sotto, trovi una bella sorpresa... non un solo albero che ha messo radici ma un'intera foresta.
E la boscaglia si è fatta talmente fitta da non permettere più ad un solo raggio di sole di filtrare... del resto... si tratta di alberi particolari, alberi che al posto dell'ossigeno e della luce vivono di paura e buio.
E allora ti restano solo due alternative...
Vivere, o meglio, sopravvivere cullata nella malsana illusione di avere sconfitto qualcuno che invece continui ad ospitare in casa, a nutrire, a far crescere con le tue stesse illusioni e paure o prendere in mano l'accetta del coraggio e scendere di sotto... sai già che laggiù fa freddo, è buio, ed è pieno di rovi pronti a conficcarsi nelle fragilità della pelle... ma è la sola via di fuga, è l'unica strada che porta in giardino, ed il giardino è bello, è assolato e a te manca tremendamente, è un'oasi di pace che la mente razionale ha dimenticato ma che quella spirituale, che riposa nel subconscio, ricorda benissimo.
Rifletto. E la risposta è sì.
Con tutta probabilità si può veramente superare un dolore. Ma non nel modo che ci è sempre stato insegnato, lasciando fare al tempo. No. Quella è solo illusione.
Bisogna guardarlo dritto negli occhi, imparare a conoscerlo bene ascoltandolo e facendoselo amico... proprio così... bisogna accettare il fatto che la strada che ci porta a dissolverlo per sempre è spesso più dolorosa, sgradevole ed indesiderabile del dolore stesso. Ma è la sola percorribile.
Da http://web.tiscali.it/emilioangelo/
non ne ho mai dubitato...
"Evviva evviva, miei cari. Ci viene incontro scodinzolando e con la sua andatura dinoccolata la piccola Ginger, che Greta e Biki accolgono con festosi guaiti di benvenuto e i gioiosi gridolini con i quali hanno allettato il comitato d’onore e tutta la comunità degli amorosi amici dell’uomo che popola il nostro cielo.
Ginger con uno scatto improvviso e imprevedibile, ma atteso e desiderato, mi salta tra le braccia e ci si accoccola come un cucciolo, e mi lecca il naso con quella sua linguetta umida e liscia, e mi dice che è tornata dal suo padroncino e che è felice di averlo ritrovato, dopo un lungo e doloroso cammino, proprio lì dove lo aveva visto avviarsi un giorno e dove era sicura che lo avrebbe raggiunto. Mi dice pure che le mancheranno per un po’ le vostre carezze e i dolci sguardi del suo caro Fred, ma che saprà aspettare con noi tutti quell’attimo di eternità nel quale ci riuniremo per sempre, la nostra piccola ma solida famiglia, in grembo alla sterminata, indistruttibile Famiglia che abita l’accogliente e conviviale Casa celeste.
Mi strofina il nasino freddo dentro l’orecchio per confidarmi che lei e Fred mi sentivano, avvertivano la mia presenza durante le mie visite, le mie scorribande terrene, e che avrebbero voluto condividere con voi, miei cari, quella loro gioia.
Mio caro, vecchio scriba fedele, non avere pudore a trascrivere le emozioni che ti sto dettando e ammonisci gli immancabili sapientoni in agguato che noi quassù, per quanto spiriti e proprio perché tali, non ci spogliamo mai delle passate esperienze sensoriali, che rappresentano nel bene la nostra ricchezza culturale di una vita terrena che, con le proprie radici fortemente conficcate in terra, tende i rami carichi di frutti verso quel cielo che l’ha creata ed alimentata di speranze piene di Eternità.
Perciò costoro non si devono compiacentemente scandalizzare, se parlo di nasi umidi e freddi, di braccia, di code scodinzolanti e di tante altre cose che si riferiscono alla corporeità. Infatti, pur non essendo scaduto, né iscritto nel calendario del tempo che scorre sulla terra e nell’universo, il giorno annunciato della resurrezione della carne, nell’eternità tutto è avvenuto, tutto accade e tutto avverrà. Quindi non ci si deve meravigliare, se noi spiriti proviamo solletico mentre il nostro cagnolino ci lecca l’orecchio in un impeto d’amore di cui ci sentiamo emozionalmente pervasi.
Siamo emozionalmene pervasi, se volete eccitati, dall’Amore che il nostro Signore e Creatore ci dispensa in palpabili carezze e consistenti attenzioni. Così come avvertiamo e godiamo il calore e la tenerezza della Madre Celeste che ci avvolge in un materno abbraccio.
Non deve sorprendervi il fatto che vediamo voi sulla terra con tutto quanto vi accade, e che sentiamo, udiamo e ascoltiamo. Altrimenti come potremmo proteggervi, come potremmo ricevere ed accogliere le vostre preghiere, le vostre invocazioni? E Dio stesso non vede? Non ascolta? Se non possedesse esperienze sensoriali, come avrebbe potuto creare i meravigliosi colori del cielo, del mare, delle piante, degli animali, dell’arcobaleno; oppure le voci degli uccelli, il fragore del mare in tempesta, del tuono, del vento, o il chiarore di un sorriso e di uno sguardo, e il profumo dei fiori, il sapore dei cibi, la frescura della rugiada, la dolcezza di una carezza, la levità di un bacio?
Luce e buio, musica e stridore, caldo e freddo, vita e Vita.
Per questo la piccola Ginger, passata dalla vita nella quale distingueva con il fiuto il bene dal male, l’amore dall’indifferenza o dall’odio, la gioia dal dolore, Ginger che manifestava i propri sentimenti con la vivacità o la pateticità o la tristezza dello sguardo, che trasmetteva con una slurpata o con la zampottina la concretezza del proprio immenso affetto, passata come dicevo a quella vita migliore in cui tutto è bello, tutto è appagante, tutto è gioia, oltre il dolore e il male che patiscono le creature terrene, non appena mi ha visto mi è saltata addosso e mi si è accoccolata in grembo, mi ha slurpato il naso e mi ha ficcato il tartufo nell’orecchio, per confermarmi a modo suo che l’amore che mi aveva già manifestato nei brevi giorni della nostra convivenza terrena era il più tenero, il più caldo, il più sincero, il più disinteressato, il più eterno che si potesse mai provare e donare.
Proprio come quello del suo Creatore.
Baubau. Come ci vogliamo bene! Babau come vi vogliamo bene!"
E' da un bel pezzo che non scrivo su questa sorta di diario virtuale ma stasera ricomincio... l'ho promesso a una persona cara e le promesse vanno mantenute :)Questa settimana saprò finalmente se mi rinnoveranno o meno il contratto... del resto mancano solo quattro settimane alla scadenza...
Comunque andrà sarò felice... se resto va bene così... visto quant'è difficile avere un posto fisso oggi... se non resto andrà bene lo stesso... valigia in mano e via per Londra... è bello reinventarsi la vita...
Gli ho riscritto, mi ha risposto, gli ho riscritto di nuovo...
Adesso ci sarà una nuova "pausa"... forse lunga, forse corta... non ci è dato sapere... ma va bene così... noi non ci siamo rincontrati ma le nostre anime sì, infondo erano loro a dover far pace e l'hanno fatta... ed è bello così... non serve altro...
E adesso provo una serenità diversa, più bella di quella del passato... va bene così... va tutto tremendamente bene così...
Stasera finalmente ho aperto quella mail e l'ho letta.
Dal basso verso l'alto... faceva meno "paura".
Ed ho capito che lui non è una persona semplice,, beh... a dire il vero questo era chiaro... ma ciò che non era chiaro era se questo suo essere complicato fosse menefreghismo o dolore... difficoltà...
Adesso è chiaro... è difficoltà... ma resta comunque dura...
Ho deciso di rispondergli... ancora una volta... non voglio farmi del male ributtandomi dentro qualcosa più grande di me ma se è vero che gli voglio bene non posso e non voglio chiudere nel silenzio... mi avrebbe ferito se lui l'avesse fatto con me... lo ferirebbe se io lo facessi con lui... e allora parliamo...
E invece la risposta c'è.
E invece la risposta c'era... sta lì dal 6 di ottobre ma non ero più andata a controllare perchè erano ormai passati tanti giorni.
Ho visto da pochi minuti la mail ma non l'ho aperta... non me l'aspettavo più e adesso non so se sono pronta a leggere...
Fra un'ora devo uscire... poi domani mi aspetta una bellissima serata con delle amiche e sono anche otto anni con dani...
Poi c'è sabato.. poi c'è domenica... poi ci sono dani, ali, emanu... le foto...
Poi c'è il piccolo Giacomo e lunedì un nuovo colloquio... non so se me la sento di sprofondare... perchè non credo che leggerò niente di buono... qualcosa di buono sarebbe venuto sottoforma di sms o di telefonata... via mail... boh... non credo...
Va beh... ci penserò domani...
Mi preparo ad uscire..